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Ozono per lo sviluppo dei popoli

I dati pubblicati nel 2016 dagli istituti di ricerca hanno evidenziato che, accanto a tendenze demografiche in atto da anni, come il calo delle nascite e l’invecchiamento della popolazione, siamo in presenza di due trend nuovi e inaspettati: l’aumento della mortalità e la riduzione dell’aspettativa di vita.

Fenomeni, quest’ultimi, che devono porsi in relazione con un altro dato inquietante legato all’attuale congiuntura economica: 11 milioni di italiani rinunciano a curarsi perché non hanno i soldi per pagare le prestazioni sanitarie.

Ma il problema non riguarda solo l’Italia: basta pensare che, negli Stati Uniti, paese che vanta strutture sanitarie d’eccellenza, 40 milioni di americani sono privi di assistenza medica perché non possono sostenere gli alti costi delle assicurazioni private.

È una realtà complessa e preoccupante che fa invocare da più parti una profonda modifica delle politiche di sviluppo.

Le teorie economiche di stampo liberista, che si sono affermate in area occidentale negli ultimi decenni, hanno postulato una decisa contrapposizione fra assistenza sanitaria e sviluppo economico. Secondo tali teorie, i sistemi sanitari costituiscono un peso per le finanze degli Stati e sono, di conseguenza, un ostacolo alla crescita della ricchezza.

Ma non tutti la pensano allo stesso modo. I premi Nobel per l’economia Theodore Schultz e Gary Becker hanno dimostrato che la salute e l’istruzione sono due fondamenti del capitale umano che garantiscono una produttività elevata. Al pari del benessere di una singola famiglia, lo stato di salute della popolazione costituisce un fattore critico per la riduzione della povertà, lo sviluppo economico e il progresso a lungo termine della società nel suo complesso.

In tempi più recenti, il celebre economista Jeffrey Sachs, capofila di una corrente sociale del pensiero americano, ha sostenuto che “alla radice della crisi economica c’è una crisi morale, il declino della virtù civica tra le élite politiche ed economiche”. Tecnologia, scienza e benessere – a giudizio di Sachs – non sono più sufficienti a garantire il progresso umano: la soluzione è in un “nuovo ethos della responsabilità sociale”.

E la personalità più carismatica a livello mondiale nel sostenere una visione etica della salute è senz’altro Papa Francesco: “Se gli investimenti nelle banche calano un po’, è una tragedia! Invece, se muoiono di fame le persone, se non hanno da mangiare, se non hanno la salute, non importa! Questa è la nostra crisi di oggi!”, ammoniva nel maggio 2013 il Santo Padre, poco dopo la sua elezione al soglio pontificio.

Un ammonimento, quello di Papa Francesco, che può riferirsi sia alle crescenti sacche di povertà dei paesi avanzati, sia alle drammatiche condizioni dei paesi in via di sviluppo, intrappolati in un circolo vizioso dove la carenza di servizi sanitari accresce il numero delle patologie e riduce, al tempo stesso, la capacità di produrre reddito da investire nel campo della salute pubblica.

Ma esistono minacce che accomunano tutti i paesi anche a prescindere dalle loro condizioni di ricchezza o sottosviluppo.

Nel 2014 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha lanciato un allarme per denunciare il problema della resistenza batterica agli antibiotici. Nel parlare di una nuova era “post-antibiotica”, l’OMS afferma che, se a livello globale non verranno adottate politiche sanitarie adeguate per combattere la resistenza agli antibiotici, le infezioni oggi considerate minori potranno tornare ad uccidere.

“Questa grave minaccia – sottolinea l’OMS – è molto di più di una previsione, ma una realtà presente in ogni area del mondo. La questione può coinvolgere ogni persona, qualsiasi sia la sua età o il paese di residenza. Chiunque può essere coinvolto. Dobbiamo prevenire le infezioni, ma anche cambiare il modo di produrre, prescrivere e utilizzare gli antibiotici. Altrimenti, passo dopo passo, perderemo i benefici di questi medicinali e le conseguenze saranno devastanti”.

Ma poiché l’essere umano, a differenza di altre specie, ha la capacità di intervenire sull’ambiente mediante le risorse della tecnica, ecco farsi strada una pratica medica che apre nuove e illuminanti prospettive.

Una pratica che si avvale di un elemento naturale: l’ozono, il più potente disinfettante esistente in natura (120 volte più del cloro). Una pratica che può essere applicata su larga scala perché basata su apparecchiature medicali in grado di assicurare una grande potenza applicativa a fronte di costi d’esercizio limitati.

Ma lasciamo che a illustrare le risorse dell’ozono sia il prof. Marianno Franzini, presidente della SIOOT (Società Scientifica di Ossigeno Ozono Terapia) e docente all’Università di Pavia: il medico che ha dato un fondamentale contributo per diffondere l’ozonoterapia in Italia.

Sono sei le principali proprietà dell’ozono, spiega Franzini: 1. azione antivirale, antibatterica, antifungina; 2. miglioramento del microcircolo; 3. effetto antidolorifico; 4. azione antinfiammatoria; 5. disinfezione dell’acqua; 6. miglioramento della crescita dei vegetali e della loro capacità di difesa dai microrganismi patogeni.

Della massima importanza è anche la capacità dell’ozono di contrastare la crescente resistenza dei batteri nei confronti delle terapie antibiotiche. A tale proposito, il prof. Franzini spiega che la ozonoterapia, ove applicata secondo precisi protocolli medici elaborati negli anni dalla SIOOT, è in grado di contrastare efficacemente il diffondersi batterico nel corpo e quindi di essere particolarmente sinergica con gli antibiotici.

Dall’uso attento di queste risorse e metodologie – conclude Franzini – deriva un “miglioramento della salute e della vita media”.

Particolarmente importante è la economicità della risorsa ozono, i cui costi sono ampiamente accessibili grazie alle apparecchiature prodotte dalla tecnologia d’eccellenza italiana. Un’azienda, in particolare, la Multiossigen con sede a Bergamo, ha sviluppato una innovativa produzione di apparecchi che, nell’arco di appena cinque anni, consentono l’ammortamento sul piano economico.

Le molteplici applicazioni dell’ozono costituiscono dunque una risposta efficace ed economica contro il “deficit sanitario” determinato dalla povertà, con le sue drammatiche conseguenze di carattere sociale e umanitario.

Non a caso il continente africano, grazie all’impegno congiunto di medici, missionari e operatori umanitari, sta diventando un fronte avanzato della medicina per la sperimentazione di pratiche terapeutiche basate sull’ozono, che si dimostrano in grado di combattere gravi patologie batteriche a vasta diffusione, come l’ulcera di Buruli, meglio conosciuta come “lebbra dei bambini”.

Ma le proprietà dell’ozono non finiscono qui. Riguardano anche altri ambiti terapeutici capaci di avere una significativa incidenza nella tutela del livello di salute della popolazione: per esempio, la disinfezione degli ospedali, la potabilizzazione delle acque, il miglioramento dell’agricoltura senza uso di pesticidi…

Proprietà, usi applicativi e risorse che fanno dell’ozono un promettente strumento per lo sviluppo dei popoli.